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mercoledì 10 giugno 2020

Step 24: riassunto

RIASSUNTO FINALE

All'interno di questo blog è stata effettuata un'analisi del termine "Controllo". A partire dalla sua definizione ed etimologia e le traduzioni in alcune delle lingue più comuni: ovvero inglese, francese, spagnolo, e tedesco; per poi studiare  nella storia e nel mito l'evoluzione della parola, che nel passare del tempo ha assunto significati in numerosi ambiti: da quello politico e sociale, come la riflessione sotto forma di trama di una serie tv da me elaborata sulla condizione della donna oppressa, per poi passare all'ambito scientifico ed ingegneristico. Fondamentale è, inoltre, il concetto di controllo legato alla sfera delle passioni e delle emozioni, virtù che da Platone è molto esaltata, e che, se viene meno, può condurre alla completa follia
Tuttavia è importante notare come anche l'immaginazione sia importante per definire la personalità dell'uomo, senza che essa sia eccessivamente dominata dalla ragione.
Il concetto di controllo emerge, in epoca contemporanea, sotto varie sfaccettature: con i social network che stanno diventando sempre più popolari, le nostre vite sono sempre più sotto i riflettori, che lo si voglia o no; ma non solo, in generale le macchine artificiali, sempre più sviluppate, mettono l'uomo di fronte a questioni etiche su quanto, effettivamente, il suo controllo su questi dispositivi automatici sia rilevante. Ma anche attraverso rivolte e proteste sempre più moderne. Oppure, ancora, con l'analisi della parola all'interno del trattato del 1972 "I limiti dello sviluppo", dove si trova la teoria del controllo delle nascite.
Al giorno d'oggi e, in particolare, ai tempi del Covid-19, anche la natura sta riacquistando il dominio sugli spazi che ormai da tempo aveva perduto.
Anche nel mondo delle arti il concetto, nonostante non sia concreto, emerge visibilmente. Non solo nelle opere artistiche, come, per esempio, nel"Monumento dei quattro mori", oppure nel disegno da me realizzato, che mostra la mia personale interpretazione del termine; ma anche nel mondo della poesia, con l'opera di Kipling "Se" , oppure, ne "La pioggia nel pineto" di Gabriele D'Annunzio, nella quale l'idea del controllo appare più velato e meno evidente; o ancora nella cinematografia, e persino nella pubblicità. In letteratura l'essenza del controllo è al centro delle opere distopiche, come quelle di George Orwell e di Aldous Huxley
In epoca classica il concetto di controllo viene personificato dalla celebre figura di Nerone, è anche citato in un altro dialogo platonico, la Repubblica, attraverso la teoria del governo dei filosofi. 
In conclusione, per riassumere tutte le sfumature del termine "controllo" in maniera sinottica, si possono trovare un abbecedario ed una mappa concettuale.



domenica 7 giugno 2020

Step 23: mappa concettuale

LA MAPPA CONCETTUALE DEL CONTROLLO










Mappa concettuale realizzata con il programma Xmind

Step 22: serie tv

UNA VITA FUORI CONTROLLO


1°episodio

Mi chiamo Amaya, ho 19 anni e vivo in un piccolo villaggio sperduto nel deserto del Sahaara, nello stato del Niger.
Sin da quando ero una bambina sono sempre stata una grande sognatrice.
Il mio desiderio più grande sarebbe girare il mondo, uscire dal confine del mio villaggio che mi è sempre stato troppo stretto, scoprire nuove culture, conoscere persone diverse, imparare e sbagliare, studiare e fare amicizia.
Fino all'età di 6 anni sono stata sotto il controllo di mio padre, un uomo duro e conservatore, che, in quanto figlia femmina, seppur primogenita, mi ha sempre trattata come una schiava, e una merce di scambio non appena avrei raggiunto l'età per essere promessa in sposa. 
Tuttavia morì poco dopo il mio sesto compleanno durante un violento scontro con il villaggio vicino.
Dopo la sua morte, però, la mia vita peggiorò: infatti, il potere decisionale su di me passò a mio zio, una persona viscida e senza scrupoli, che, dopo avermi obbligata ad essere infibulata dalle mani di sua madre, mia nonna, mi impose il suo controllo, privandomi, senza il mio consenso, dell'unica cosa che potevo possedere: la mia verginità.
Quando compii 17 anni fui promessa in sposa ad un vecchio amico della mia famiglia. Fu così che vidi di nuovo svanire davanti ai miei occhi la libertà.
Davanti agli abitanti del villaggio mio marito si dimostra amorevole e apprensivo nei miei confronti, ma è in casa che tira fuori la sua vera natura di uomo-padrone e dominatore. 
Solo la notte, quando mio marito, dopo avermi posseduta, si addormenta pesantemente, riesco a sgattaiolare silenziosamente fuori dalla nostra capanna, simbolo, per me, di una prigione senza via d'uscita, raggiungendo una piccola grotta poco distante dal villaggio. E' questo il luogo di ritrovo mio e di alcune mie amiche, che, come me, vivono in gabbia, controllate in ogni parola e movimento. 
Qui possiamo ridere, scherzare, piangere, confidarci; solo qui ci sentiamo libere, solo qui abbiamo una dignità e una rilevanza, solo qui ci sentiamo Donne.


2°episodio

Stanotte il cielo è meraviglioso, coperto di un manto di stelle luminose che si riflettono sui nostri occhi, fissi sull'immensità della sfera celeste. Siamo immerse in cotanta bellezza da non accorgerci dell'arrivo di ospiti inattesi.
Improvvisamente il mio sogno ad occhi aperti viene interrotto da una mano che, bruscamente, mi afferra per i capelli e inizia a trascinarmi, mi volto e il sangue mi si gela nelle vene: mio marito mi ha scoperta. 
Il nostro piccolo segreto è stato svelato, nessuno parla, si sentono solo le grida delle mie compagne punite dai loro carnefici con i quali sono state costrette a scambiarsi promesse d'amore eterno.
Appena chiusa la porta della nostra dimora ricevo un pugno in faccia e così cado a terra, svenendo. 
Mi risveglio ansimando e ancora dolorante per le botte ricevute, il sapore del sangue in bocca, ma la sofferenza che più mi distrugge è che la mia isola felice, il "locus amoenus" di noi giovani ragazze, che sognano di prendere il controllo della loro vita è stato distrutto.
Adesso sono sola, tumefatta e imprigionata. Il mio unico desiderio è la morte, ma decido di non arrendermi, e così mi accingo a fare quello che per me è sempre stata una fantastica utopia: decido di scappare.


3°episodio

Approfittando del fatto che mio marito, stravolto per le botte datemi, nonostante fossi incosciente, si era addormentato, ho velocemente afferrato il mio burqa , che mi avrebbe protetto dal freddo e avrebbe reso difficile a chiunque riconoscermi, e sono corsa via di casa più in fretta che potevo. 
Sto ancora correndo, sono in mezzo al deserto, sola, ma non ho paura, anzi, è da quando sono fuggita che non ho mai smesso di ridere, sono libera, nessuno che mi controlla, nessuno che mi domina e mi possiede come fossi un capo di bestiame. 
Corro, corro veloce, l'aria che, improvvisamente, mi appare respirabile e la luce dell'alba che mi illumina il viso bagnato dalle lacrime di gioia. 
Dopo un'intera giornata di viaggio, con una piccola tappa in un'oasi deserta dove ho potuto bere e rinfrescarmi le ferite dei pugni ancora aperte, intravedo il profilo della mia meta: Niamey, capitale del Niger. Arrivata in città tutto mi appare surreale ed estraneo, ma non ho ancora smesso di sorridere. 
Dopo un giro per le strade mi stendo, stravolta, in un rigoglioso giardino, immersa nella natura e tra la gente. Qui, libera e felice per la prima volta in vita mia, mi addormento dolcemente. 
Al mio risveglio, tuttavia, non ritrovo la stessa pace e serenità: mio marito è in piedi davanti a me, lo sguardo truce e il bastone in mano, non proferisce parola, si volta ed esce di casa, chiudendomi dentro. 
E' stato tutto un sogno; la fuga, le risate, Niamey, la libertà, nulla era reale,io sono ancora qui, non riesco a muovermi per le percosse, il mio viso è sfigurato, ma, soprattutto, non ho mai avuto in mano il controllo della mia vita.  

mercoledì 3 giugno 2020

Step 20: Zibaldone

IL CONTROLLO DELLA RAGIONE SULL'UOMO

Dallo Zibaldone, p.14:
"La ragione è nemica d'ogni grandezza: la ragione è nemica della natura: la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande quanto più sarà controllato dalla ragione: che pochi possono essere grandi (e nelle arti e nella poesia forse nessuno) se non sono dominati dalle illusioni."


Lo Zibaldone, il celebre diario intellettuale di Giacomo Leopardi, raccoglie tematiche e riflessioni fondanti del pensiero poetico leopardiano. 
Secondo il pensiero del poeta, l'uomo è alla costante ricerca della felicità, che cerca di raggiungere, andando a soddisfare i suoi piaceri e desideri. Tuttavia egli è inconsapevole di quella che è la triste realtà della sua esistenza: per Leopardi, infatti, l'uomo non potrà mai arrivare a raggiungere una condizione di totale serenità, in quanto il piacere da lui cercato è un qualcosa di infinito, e, per questo, irraggiungibile. Dunque la sua ricerca della felicità, avrà fine soltanto con la morte. 
La condizione umana risulta quindi essere infelice, nonostante ciò, come trattato nell'opera, interviene in suo aiuto la Natura, ancora considerata benigna, che attraverso la capacità, affidata all'essere umano, di immaginare, gli permette di crearsi piaceri che, seppur illusori e fantastici, gli permettono di non pensare alla sua situazione di perenne tristezza e angoscia, nel ricercare un qualcosa di irraggiungibile.
Interviene, però, a rompere questo illusorio equilibrio la ragione, che imponendo il suo controllo sull'uomo moderno lo mette di fronte alla dura realtà della suo destino, allontanandolo dal mondo dell'immaginazione, unico in grado di elevarlo e renderlo grande.
La ragione viene dipinta da Leopardi come una padrona maligna che sottomette gli uomini, allontanandoli per sempre dall'etereo mondo del "vago e indefinito", unico in grado di offrirgli uno spiraglio di felicità, e mostrando loro la terribile condizione di infelicità e insoddisfazione in cui sono costretti a vivere.
Con il termine ragione non si intende "quella ragione primitiva di cui si serve l'uomo nel suo stato naturale e di cui partecipano gli altri animali[...].", si tratta, invece, "di quell'uso della ragione che non è naturale, quell'uso eccessivo che è proprio solamente dell'uomo, e dell'uomo corrotto [...]." (dallo Zibaldone, p.34). 
Emerge da qui l'interpretazione dell'uomo moderno di Leopardi, un uomo che, riponendo tutta la sua fiducia nel progresso e nello sviluppo, abbandona la sua capacità di immaginazione e si affida completamente alla ragione, che però lo controlla e lo domina, impedendogli di raggiungere la grandezza e un'apparente felicità; per questo il poeta riteneva che gli antichi greci e romani, grazie alla loro immaginazione, fossero più felici dell'uomo contemporaneo.
Con l'evoluzione del suo pensiero alla ragione si sostituirà la Natura maligna, che non viene più vista come una madre benevola e attenta al bene delle sue creature, ma come una forza in grado di controllare l'uomo e ridurlo alla miseria per perseguire il suo unico scopo: la conservazione della specie.






(Fonti:
https://scialetteraria.altervista.org/la-poetica-di-leopardi/
https://www.studenti.it/lo-zibaldone-di-leopardi.html
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaL/LEOPARDI_%20ILLUSIONE%20E%20RAGIONE.htm
http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/3302/837936-1170600.pdf?sequence=2 )

martedì 2 giugno 2020

Step 21: etica

L'ETICA DELLE MACCHINE E IL CONTROLLO DELL'UOMO


Fotomontaggio 

Il grande sviluppo delle tecnologie moderne è stato fondamentale per la crescita e l'evoluzione di specie umane. Al giorno d'oggi si parla di robot e intelligenze artificiali in grado di ragionare come la mente umana, o ancora di auto con guida autonoma e perfino armi automatiche e autonome. 
Tuttavia questi grandi passi in avanti per la scienza comportano non poche problematiche di tema etico.
Prima tra tutte l'importanza del controllo umano su questi dispositivi. Sicuramente le macchine artificiali hanno potenziale e resistenza maggiori dell'uomo, tuttavia può capitare che esse commettano madornali errori che un essere umano, grazie alla sua cultura personale e alla sua morale, non ipotizzerebbe nemmeno di poter compiere. Emerge, dunque, una sostanziale differenza tra tutte le intelligenze artificiali dal cervello umano: lo spirito etico e il buonsenso, qualità che, seppur considerate da tutti banali e ovvie, per un dibattito di questo genere sono messe in primo piano.
Un esempio eclatante può essere quello delle armi autonome: dispositivi in grado di uccidere un uomo autonomamente, senza alcun tipo di controllo umano, senza dubbio questi dispositivi possano avere un'efficienza maggiore, offrendo prestazioni migliori e una precisione, ad esempio nella mira, molto più accurata, ma queste grandi abilità risultano quasi inutili quando si tratta di mettere in pericolo vite di innocenti. Infatti  senza un soldato che prema il grilletto, non è da escludere che, ad esempio, il dispositivo automatizzati non possa fare una strage di civili.
Emerge, dunque, non solo per le armi, ma anche, ad esempio, per le automobili autonome, quanto sia importante il controllo dell'uomo, perché capace, in un intervallo di tempo breve, ma fondamentale, di pensare alle sue azioni, prima di compierle, senza agire ciecamente semplicemente sotto il comando di impulsi elettrici e circuiti informatici, che, per quanto sviluppati, non potranno sostituire la capacità di riflessione sia logica che morale che contraddistingue gli esseri umani.
Quanto detto è al centro della riflessione del filosofo della scienza Guglielmo Tamburini nell'opera "Etica delle macchine".
Intervista a Guglielmo Tamburini







(Fonti:

mercoledì 27 maggio 2020

Step 19: utopia

IL MONDO UTOPICO DI ALDOUS HUXLEY


Illustrazione di Anna Kavehmehr

Il nuovo mondo (Brave new world) è il romanzo più noto dello scrittore britannico Aldous Huxley, scritto nel 1932. 
Il racconto, ambientato intorno all'anno 2540 (nell'opera anno di Ford 632), descrive una società distopica, dove la tecnologia, altamente avanzata, regna sovrana, ed è divisa in cinque classi sociali che si basano sulle capacità dei singoli individui: si parte dagli "Alpha" che hanno i ruoli di direzione e governo, fino ad arrivare agli "Epsilon" che devono, invece, occuparsi delle faccende più faticose e umili.
Uno dei principi base su cui si concentra questa ideale civiltà è quello dell'eugenetica, ottenuto attraverso il controllo delle nascite, dell'abolizione del concetto di famiglia e della "coltivazione" degli embrioni in provetta, attraverso ciò lo stato ha la possibilità di dominare e influenzare chiunque sin da prima della nascita, predestinando, per altro, ognuno ad una predefinita classe sociale.
Il controllo delle nascite, dunque, in questo mondo utopico e surreale, non ha solo lo scopo di limitare il numero dei nascituri, così da evitare la sovrappopolazione, ma anche di imporre già da subito il dominio sulle menti di tutti, portando così al fenomeno della standardizzazione della coscienza comune, soprattutto per i membri delle classi inferiori, nonostante anche gli esponenti delle classi più alte siano soggetti a tale controllo mentale.
Anche la felicità stessa è soggetta anche al controllo da parte del governo: infatti lo stato somministra a ognuno quotidianamente una droga sintetica, la Soma, che porta ad un perenne stato di euforia e di costante benessere emotivo; così facendo si allontana ogni possibile forma di depressione e malcontento della popolazione, che, per altro, potrebbe sfociare in insurrezioni e moti rivoluzionari.
La società di Huxley, controllata e dominata dall'onnipresente occhio del governo, è completamente estranea alla effettiva condizione di miseria, infelicità e conformismo in cui vive effettivamente, attraverso la droga e la libertà sessuale, uniche "libertà" concesse, l'uomo conduce una vita serena e gioviale, quando, in realtà, non è nient'altro che un automa privato della sua individualità, della sua emotività, della sua capacità di pensiero, insomma, della sua essenza, e manovrato da un governo dispotico e dominante.
L'opera, pur trattando di una società estranea alla realtà contemporanea, fa emergere una riflessione: una degenerazione del controllo sociale può portare al totale annichilimento dell'uomo.






(Fonti:
https://ignorelandblog.wordpress.com/2018/02/10/il-mondo-nuovo-utopia-o-distopia/
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mondo_nuovo
https://www.pensierocritico.eu/files/Aldous-Huxley-Il-mondo-nuovo-Ritorno-al-mondo-nuovo.pdf
https://www.sophron.it/2016/12/22/sottile-confine-utopia-distopia-aldous-huxley/ ) 

lunedì 25 maggio 2020

Step 18: filosofia moderna

NOAM CHOMSKY E "LE 10 REGOLE DEL CONTROLLO SOCIALE"




"le 10 regole del controllo sociale"
https://www.youtube.com/watch?v=TKI80Jrf4vc



Noam Chomsky è un linguista, filosofo, conosciuto anche per il suo intenso attivismo politico di ispirazione socialista libertaria.
A partire dai suoi numerosi dibattiti contro la guerra del Vietnam, emersero molte sue critiche nei confronti dei grandi sistemi mondiali. Egli evidenziò molte problematiche legate all'avvento dei sistemi governativi moderni, soprattutto quello statunitense, una tra tante la perdita di controllo e di potere decisionale sul potere statale. 
Riguardo quest'ultima tematica ha elaborò una teoria che si basava sull'idea di "controllo sociale" o "controllo della mente" da parte dei governi e dai più potenti, soprattutto grazie all'utilizzo dei mass-media, che si stavano rivoluzionando sempre di più, diventando alla portata di chiunque.
Le sue ipotesi lo condussero alla formulazione di 10 regole fondamentali per assoggettare il popolo.
Esse sono:
1. "La strategia della distrazione", che consiste nel deviare l'attenzione dei cittadini da problemi importanti e seri, verso informazioni insignificanti. Così facendo si evita che molta gente si interessi alle tematiche essenziali di scienza, politica ed economia, che devono rimanere un'esclusiva degli organi di potere;
2. "Creare problemi e offrire soluzioni", in questo caso si procede alla creazione di un problema o una situazione nuova e preoccupante per la società così da farle accettare le misure desiderate, e già precedentemente programmate;
3. "La strategia della gradualità", l'accettazione, imposta gradualmente, di un qualcosa che risultava inaccettabile a primo impatto;
4. "La strategia del differire", prevede, invece, di porre una decisione difficile da accettare come dolorosa e necessaria, presentandola come un sacrificio futuro che il pubblico dovrà compiere;
5."Trattare gli adulti come bambini" usando, per esempio in molte pubblicità, toni infantili e flebili;
6. "L'uso dell'aspetto emotivo rispetto alla riflessione", permette di aprire le porte dell'inconscio così da poter innestare desideri, paure e idee, accantonando la componente razionale e critica;
7.  "Mantenere il pubblico nell'ignoranza e mediocrità" fatto che avviene offrendo alle classi più povere un'istruzione inferiore e meno ricca;
8. "Stimolare il pubblico a compiacere la mediocrità", porta gli uomini a credere che ignoranza, stupidità e volgarità siano di moda;
9. "Rafforzare il senso di colpa", facendo credere all'individuo che sia lui l'unica causa delle sue disgrazie e sventure, data la sua stupidità e mancanza di sforzo;
10."Conoscere gli individui meglio di quanto si conoscano", si tratta, in questo caso, di un processo nato a partire dagli anni '50 e che in breve ha portato, grazie alle strabilianti scoperte scientifiche e tecnologiche, a far sì che il sistema conosca meglio l'individuo, e grazie a ciò possa esercitare su di esso un controllo maggiore di quello che egli esercita su di sé.
Questi erano, e sono tutt'oggi, secondo il filosofo, i precetti base utilizzati dalle èlites che detengono il potere, per controllare e conformare, a loro interesse, le classi più deboli.
 In epoca contemporanea tutto ciò è facilitato dallo sviluppo dei mass-media e soprattutto dei social network, che vedono coinvolta e interessata la maggior parte della popolazione.






(Fonti:

  



Step 17: abbecedario

L'ABBECEDARIO DEL "CONTROLLO"

A.  Analisi
B. Bilancio
C. Comando
D. Dittatura
E. Esame
F.  Follia *
G. Guardia
H. Hacker **
I. Ispezione
L. Legge  
M. Moderazione
N. Norma
O. Obbedienza
P. Potere
Q. Qualità ***
R. Rabbia 
S. Sorveglianza
T. Temperanza ****
U. Urbanistica *****
V. Verifica
Z. Zar


*(https://f272098.blogspot.com/2020/04/approfondimento-3-goya.html )
**(https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6827815967407516652#editor/target=post;postID=2035349138051041803;onPublishedMenu=allposts;onClosedMenu=allposts;postNum=3;src=link)
***(https://it.wikipedia.org/wiki/Controllo_della_qualit%C3%A0 )
****(https://f272098.blogspot.com/2020/04/step-8-dialogo-platonico.html)
*****(https://www.this.it/articoli/immobiliare/regolarita-urbanistica.html)

martedì 19 maggio 2020

step 16: personaggio

NERONE


"Nero at Baiae", olio su tela di Jan Styka



Nerone fu l'ultimo imperatore della dinastia Claudia, figlio di Agrippina e dell'imperatore Claudio, regnò dal 54 al 68 d.C..
Sali' al potere per volontà della madre Agrippina, una donna molto ambiziosa che per far salire il proprio figlio al potere avvelenò, probabilmente, il marito Claudio. Tuttavia il controllo materno sul giovane imperatore durò molto poco, fino a quando il figlio stesso non la fece avvelenare. Una sorte simile toccò al prefetto del pretorio, nonchè suo consigliere militare, e al suo fidato maestro Seneca, furono allontanati dalla corte e poi costretti al suicidio. 
Da ciò si evince immediatamente che Nerone non voleva sottostare al controllo di nessuno, bensì voleva essere lui a detenere il dominio su tutto e tutti.
 Appena ottenuto il pieno potere, pensò a soddisfare solamente i suoi capricci, e instaurò una politica dispotica nei confronti del popolo romano, che non accettava il controllo dissennato del giovane imperatore. 
Uno degli eventi più celebri della sua tirannia fu l'incendio di Roma che divampò la notte del 19 luglio del 64 e che distrusse gran parte della città. Nerone fu ritenuto responsabile del fatto con la scusa di voler creare uno spazio atto alla costruzione di un nuovo enorme palazzo: la "Domus aurea".  Nonostante la pesante accusa il controllo dell' "imperator" sulla popolazione era cosi' influente che riuscì a far ricadere tutte le colpe sulla comunità cristiana, che all'epoca stava sempre più emergendo, contribuendo molto all'inizio delle terribili persecuzioni di questi.
Nerone, dunque, è la più potente esemplificazione del concetto di controllo sotto ogni aspetto: sia il rifiuto di questo su di sé, sia la volontà di detenerlo come un prezioso tesoro.





(Fonti:


venerdì 15 maggio 2020

Step 15: limiti dello sviluppo

LA TEORIA DEL CONTROLLO DELLE NASCITE

Il grafico dello scenario "reference run" de "I limiti dello sviluppo", 1972



Nel 1972 fu pubblicato il rapporto "I limiti dello sviluppo", commissionato dal Club di Roma al Mit di Boston. Tra le importanti questioni trattate emerge la preoccupazione per la futura crescita demografica, che in pochi anni sarebbe aumentata esponenzialmente, portando ai problemi dell'esaurimento delle risorse alimentari e naturali, dell'inquinamento e del crollo economico.
 Una soluzione proposta fu quella del "controllo delle nascite", una politica demografica restrittiva che si imponeva di ridurre e regolarizzare la natalità, soprattutto nei paesi meno industrializzati e più popolosi. Questo progetto, si prometteva di stabilire un equilibrio nel mondo tra risorse e densità demografica, cosi' da impedire alle funeste previsioni sul futuro mondiale, portate alla luce proprio dal documento del club di Roma, di avverarsi. 
L'idea del controllo del tasso di natalità, che avrebbe permesso la sopravvivenza della popolazione futura, evitando esaurimento di risorse e crolli, fu portata nel 1974 alla conferenza mondiale dell'Onu che si tenne a Bucarest, e che vide uno scontro, su questo tema, tra i paesi industrializzati che erano a favore sull'adozione di tale politica restrittiva, e quelli più arretrati, che ritenevano che la colpa di questo incontrollato aumento demografico fosse da attribuire all'eccessiva dipendenza economico-politica.
Alcuni fattori decisivi per questa politica di controllo furono, ad esempio, l'aumento delle adozioni, oppure lo sviluppo e l'emancipazione delle donne il cui ruolo, nella società e nel mondo del lavoro, all'epoca non ancora comune, venne sempre più rafforzato e promosso. 
Si può, infine, citare la "politica del figlio unico", introdotta in Cina nel 1979 e abolita nel 2014, che, pur con una serie di conseguenze negative, contribui' a rallentare drasticamente il tasso di natalità del paese più popolato al mondo.




(Fonti:


mercoledì 13 maggio 2020

Step 14: cronaca

IL CONTROLLO SEGRETO DEI PROFILI FACEBOOK
                "Lo scandalo Cambridge Analytica"





Il 12 luglio 2019 la Federal Trade Commission ha stabilito che la società di Facebook avrebbe dovuto pagare una multa del valore di 5 miliardi di dollari, la più elevata comminata dall'ente americano ad un'azienda hi-tech, per lo scandalo, risalente al 2015, legato alla società Cambridge Analytica.
 Il caso riguarda il controllo, illecito e senza consenso, da parte di questa società di raccolta dati, dei profili facebook di 86 milioni di utenti a scopi di marketing e, soprattutto, politici, con il presunto obiettivo di influenzare le elezioni americane del 2016, o, anche, per favorire la Brexit inglese.
 Il social network, che era a conoscenza, come dichiarato da Zuckemberg stesso al senato americano, delle azioni commesse dall'azienda, è stato, dunque, accusato di mancanza di controlli e tutela della privacy dei propri iscritti e di non aver denunciato il reato commesso dalla Cambridge Analytica.
Il controllo illegale e il "furto" dei dati è avvenuto attraverso l'uso di un'app, denominata "This is your digital life", che proponeva a utenti, pagati, un test psicologico, tuttavia, durante lo svolgimento di questo test, la società andava a spiare e controllare i profili di amici, parenti e conoscenti di questi, arrivando, in brevissimo tempo, a gestire le informazioni private di milioni di account.
Dopo quanto accaduto Facebook, come molte altre applicazioni simili, ha dichiarato l'intenzione di potenziare e di irrigidire i controlli sulla privacy e sui contenuti pubblicati a tutela di tutti gli iscritti.
Questo è solo uno degli scandali più eclatanti  (anche Google era stato sottoposto a simili accuse, nonchè costretto a pagare una multa salata) che evidenziano quanto i social network, al giorno d'oggi, siano in grado di gestire e controllare i nostri dati personali,.






(Fonti:

mercoledì 6 maggio 2020

Step 13: ingegneria

CONTROLLO AUTOMATICO e TEORIA DEI CONTROLLI



La teoria dei controlli è una branca della scienza e dell'ingegneria che si occupa del comportamento di un sistema le cui grandezze sono soggette a variazioni nel tempo. Questa scienza, legata all'idea di controllo automatico, è nata nell'ambito dell'elettronica industriale e dell'automazione. 
Proprio nel ramo dell'ingegneria dell'automazione, una branca dell'ingegneria dell'informazione, tale teoria trova differenti e importanti applicazioni: ad esempio, nella robotica, che si occupa del controllo di tutti gli apparati automatici che riproducono il lavoro umano, oppure, nella specializzazione in "sistemi di elaborazione e controllo", ramo dedicato alla gestione e realizzazione di hardware e software complessi, in grado di controllarsi senza bisogno di input umani, come i sistemi di controllo industriali, o, anche, il sistema di controllo automatico della velocità di un'automobile. 
Oltre al campo dell'automazione, il controllo automatico e la teoria ad esso associato, è molto rilevante anche nell'ingegneria informatica e elettronica, ma anche in quella chimica.
Non solo in ambito ingegneristico, ma anche in quello economico questa teoria gode di una certa importanza.





(Fonti:
https://www.yumpu.com/it/document/view/37869568/teoria-dei-sistemi-e-del-controllo-ingegneria-dellautomazione
https://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_dell%27automazione
https://blog.uniecampus.it/2019/07/05/laurea-in-ingegneria-informatica-e-dellautomazione-indirizzo-sistemi-di-elaborazione-e-controllo/
https://extrapedia.org/db/ingegneria_del_controllo )



venerdì 1 maggio 2020

Step 12: testo filosofico

"SECONDO TRATTATO SUL GOVERNO"
- John Locke

" [...]Se l'uomo nello Stato di natura è cosi' libero, come è stato detto, se egli è l'assoluto signore della sua persona e delle sue proprietà, se è uguale al più grande degli uomini e soggetto a nessuno, perchè egli vorrà privarsi della propria libertà? Perchè vorrà liberarsi di questa sovranità e assoggettarsi al dominio e al controllo di un altro potere? La risposta è ovvia: sebbene nello stato di natura abbia un diritto di questo genere, tuttavia il godimento di esso è molto incerto e costantemente esposto all'usurpazione degli altri. Infatti tutti sono re come lui, tutti sono uguali a lui, e la maggior parte non osserva strettamente l'equità e la giustizia, sicchè il godimento di questa proprietà che egli ha in questo stato è molto sicura e molto incerta. Questo fa si' che egli voglia abbandonare una condizione che, seppur libera, è piena di paure e continui pericoli. Perciò non senza ragione cerca e desidera di unirsi in società con altri che sono già uniti e hanno intenzione e hanno intenzione di unirsi per la mutua conservazione delle loro vite, libertà e beni, che io chiamo, con un nome generale, "proprietà". Perciò il fine grande e principale per cui gli uomini si riuniscono in comunità politiche e si sottopongono a un controllo è la conservazione della loro proprietà.[...]"
"Secondo trattato sul governo", J. Locke, parr. 87-88, 95, 123-126, 131


In questo saggio filosofico Locke spiega il perchè, secondo la sua concezione, l'uomo abbia biosgno di essere soggetto al controllo politico di una società. Egli, infatti, sostiene che la condizione primordiale di ogni essere umano è quella dello "stato di natura", in cui ognuno è libero di controllare se stesso e gestire i propri beni e persino la giustizia; tuttavia, secondo il filosofo, questa situazione di totale libertà porta gli uomini a sopraffarsi l'uno sull'altro, imponendosi. 
Constatato ciò, appare evidente come ad una comunità serva necessariamente un ente di controllo esterno ed imparziale, che non mini la libertà individuale ma che la salvaguardi e la difenda. La nascita di questa comunità politica è garantita da un contratto sociale stipulato tra uomini eguali, che rinunciano alla loro condizione di naturale libertà, ponendosi sotto il controllo di uno Stato, che, però, ha come unico obiettivo la protezione e la difesa del bene comune e delle proprietà individuali.
L'idea di un governo che, a seguito della stipulazione di un contratto tra tutti i cittadini, controlli e gestisca il popolo è un tema centrale anche nella filosofia di Thomas Hobbes. Tuttavia nel suo pensiero l'idea di libertà non è contemplata e il controllo imposto dallo Stato è più rigido e autoritario.






(Fonti:
http://www.homolaicus.com/teorici/locke/locke8.htm
http://www.storiologia.it/sociologia/hobbes.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_sociale )



domenica 26 aprile 2020

Step 11: pandemia

LA NATURA SI RIPRENDE IL CONTROLLO


       
Un delfino davanti al castello di Miramare a Trieste

                                       






Ormai da settimane la popolazione mondiale si ritrova chiusa in casa, impossibilitata ad uscire e controllata dai governi e dalle forze dell'ordine in ogni spostamento, a causa del virus Covid-19 che in poco tempo è riuscito ad espandersi in tutto il globo portando con se paura e morte. Tuttavia, mentre l'uomo è impegnato in questa dura battaglia contro un qualcosa di invisibile ai suoi occhi, ma non per questo meno pericoloso, la natura sta riprendendo il controllo del pianeta. Non solo l'inquinamento è diminuito esponenzialmente, ma molti animali stanno ritornando in habitat in cui da tempo non erano più presenti, o non lo sono mai stati. 
Cani e gatti randagi circolano liberamente per le strade e le piazze di diverse città, ma non solo: ad esempio, in Galles le capre di montagna sono state immortalare in giro per la città balnerare di Llandudno, a Nara in Giappone i cervi sono ritornati a circolare per le strade, fatto che non succedeva da tempo a causa del traffico cittadino e dei molti turisti, i delfini sono ritornati a controllare il mare adriatico e il mare della Sardegna, in Cile, a Santiago, è stato individuato un giovane puma. Ma non solo, nonostante le mucche circolino liberamente in molte strade indiane è stato avvistato, addirittura,un bisonte indiano, uno dei bovini più grandi al mondo.
Ancora a Mar del Plata, a 400 km da Buenos Aires, alcuni leoni marini si sono sdraiati su una delle strade che conduce al porto, mentre a Quartu un automobilista si è ritrovato davanti un fenicottero che attraversava la strada tranquillamente. 
questi sono solo alcuni degli episodi che si sono e si stanno verificando in tutto il mondo, e che dimostrano come, per l'assenza dell'uomo, gli animali e, in generale, tutta la natura stia riassumendo il controllo della Terra ,che da tempo aveva perduto.





(Fonti:
https://www.corriere.it/pianeta2020/20_marzo_22/delfini-porti-lepri-citta-riscossa-natura-tempi-quarantena-715b4efe-6b8e-11ea-b5c1-51209be10271.shtml
https://tg24.sky.it/ambiente/photogallery/2020/04/02/coronavirus-animali-citta.html#3
https://www.amoreaquattrozampe.it/news/iorestoacasa-covid-19-riportato-animali-citta-foto/61647/
https://www.peopleforplanet.it/pesci-a-venezia-e-delfini-a-cagliari-la-natura-non-e-in-quarantena-anzi/
https://www.focus.it/scienza/salute/animali-nelle-citta-riconquistano-il-mondo-fake-news
https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/coronavirus-e-ambiente--animali-liberi-si-riprendono-i-loro-spazi--anche-in-citt----video-326854 )

sabato 18 aprile 2020

Step 10: cinema

IL GRANDE DITTATORE






Il Grande Dittatore è un film statunitense del 1940, scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin e considerato un grande capolavoro della cinematografia. Il film è una parodia del fascismo e in particolare della figura di Hitler, Chaplin interpreta sia la figura del dittatore, chiamato Adenoid Hynkel, sia quella del protagonista, un barbiere ebreo, che presenta, ovviamente una stretta somiglianza con Hynkel, tanto da essere scambiato, alla fine, per lui.
Nel film sono presenti due discorsi importanti che hanno come tema centrale l'idea di controllo dei popoli e di potere assoluto.
 Il primo è pronunciato da Hynkel stesso nel quale, nonostante le parole dette non appartengano alla lingua tedesca, ma siano inventate, emerge la volontà del dittatore di controllare e dominare chiunque distruggendo qualsiasi forma di libertà.
Il secondo è, invece, il celebre discorso all'Umanità, del barbiere ebreo, nelle vesti del dittatore. In questo grande monologo vi è un profondo appello all'uomo a celebrare la libertà, a rifiutare ogni forma di oppressione, e a rispettare il prossimo desiderando il suo bene. Le due scene sono una l'antitesi dell'altra: infatti in una emerge l'idea di controllo, possesso e dominio dettato da odio e discriminazione, nell'altro, invece, l'uomo viene spinto a mettere in primo piano la sua più grande virtù: l'Umanità.




lunedì 13 aprile 2020

Step 9: arte

MONUMENTO DEI QUATTRO MORI

Monumento dei quattro Mori con la statua a Ferdinando I, 1595-1626, opera di Giovanni Bandini e Pietro Tacca, marmo di Carrara e bronzo, piazza Micheli (Livorno)

L'opera raffigurata è una scultura che ritrae Ferdinando I, figlio di Cosimo I de Medici, su un piedistallo, alla base del quale si trovano quattro statue bronzee raffiguranti degli schiavi incatenati. 
Il messaggio dell'opera è rappresentare il controllo che Ferdinando, ma in generale la famiglia de Medici, possedeva sia sul territorio nazionale, sia nei confronti dei loro nemici, in particolare i pirati, che, all'epoca, invadevano il Mediterraneo, e qui raffigurati come i "captivi" brutalmente incatenati e trattati come bestie. 
La rappresentazione dei crudeli metodi di controllo dei prigionieri servivano da monito per i nemici, ma anche per incutere timore al popolo stesso, che temeva e rispettava, anche attraverso l'arte, la forza del suo signore. 






(Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_dei_Quattro_mori
https://www.acquariodilivorno.it/blog/tutti_i_segreti_sul_monumento_dei_quattro_mori.php
https://www.turismo.it/cultura/articolo/art/titolo-id-8323/ )





Step 8: dialogo platonico

GORGIA


"Ebbene allora dico che, se l'anima temperante è buona, quella che è nella condizione opposta alla temperante è cattiva. E questa era l'anima dissennata e dissoluta. [...] chi vuole essere felice deve, a quanto pare, ricercare e coltivare la temperanza, fuggire la dissolutezza [...]. Questo mi pare che sia il fine in vista del quale si deve vivere, tendendo tutte le proprie forze e quelle della città a questo scopo: che vi siano giustizia e temperanza in colui che vuole essere felice, non lasciando che i propri desideri siano incontrollati e cercando poi di soddisfarli, il che sarebbe male senza fine vivendo una vita da ladrone.[...]E i sapienti dicono, Callicle, che a tenere insieme cielo, terra, dei e uomini sono la comunanza, l'amicizia, l'ordine, l'autocontrollo e la giustizia[...]." 
- Socrate in risposta a Callicle, Gorgia, III Atto 


Questo passo è tratto dal monologo finale di Socrate che caratterizza l?ultima parte  (506c-522e) del terzo atto del Gorgia, uno dei dialoghi giovanili di Platone. Il messaggio espresso dal filosofo è che l'unico modo per poter vivere bene è praticare la virtù della Temperanza, che che non è nient'altro se non un assoluto controllo di sè, dei propri impulsi, desideri e fantasie.
 Solo cosi' l'uomo si può liberare dal male, dalla dissolutezza e dalla sfrenatezza, atteggiamenti tipici di colui che è alla costante ricerca di effimeri piaceri da soddisfare, in virtù dell'edonismo, teoria che viene esaltata da Callicle stesso. 
Lo stile di vita socratico permette di praticare, inoltre, la forma più pura di giustizia. Proprio per questo, in conclusione al suo monologo, Socrate asserisce che gli unici in grado controllare e gestire la propria anima sono i filosofi, coloro che, secondo Platone, dovrebbero detenere il potere. Tale concetto verrà esplicato nel libro VI della Repubblica





(Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Gorgia_(dialogo)
http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiPDF/Platone/GORGIA.PDF
https://www.skuola.net/filosofia-antica/gorgia-platone.html
http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/Manuale/Antica/Platone/Platone.htm
https://www.docsity.com/it/confronto-socrate-e-callicle/568994/ )




venerdì 10 aprile 2020

Step 7: poesia

"SE" 

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
se riesci ad avere fiducia in te quando tutti 
ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,
o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
o se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono e parlare troppo da saggio;
se riesci a sognare e a non fare del tuo sogno il tuo padrone;
se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
se riesci a fare fronte al Trionfo e alla Rovina
e a trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,
o a contemplare le cose a cui hai dedicato la vita, infrante,
e piegarti a ricostruirle con arnesi logori.
Se riesci a fare un mucchio delle tue vincite 
e a rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
e perdere e ricominciare di nuovo dal principio
e a non fiatare una parola sulla perdita;
se riesci a costringere cuore nervi e tendini
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e a tenere duro quando in te non resta altro
tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!"
Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,
e a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,
se non possono ferirti né i nemici né gli amici più cari,
se tutti contano per te, ma nessuno troppo.
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
e -cosa più importante- sarai Uomo, figlio mio!




"Se" è una poesia di Rudyard Kipling, in lingua inglese, poi tradotta, dedicata dal poeta al proprio figlio, e contenuta nella raccolta "Brother Square Toes".
 In essa emergono le parole di un padre amorevole che, rivolgendosi al figlio, gli mostra la strada per diventare un adulto. Il cammino descritto si basa sulla capacità di controllare molti aspetti della vita: dalla propria mente, a emozioni quali l'odio, ai sogni, ai pensieri, fino all'affetto per le altre persone, che deve essere presente, ma non eccessivo. 
Seguendo i precetti paterni il destinatario della poesia riuscirà ad avere in pugno la sua vita, controllandola e non facendosi controllare da questa, e vivendola a pieno.

(https://www.youtube.com/watch?v=mu46bq8ZZHs poesia recitata da Michael Caine)



(Fonti:

giovedì 9 aprile 2020

Step 6: letteratura


"LA FATTORIA DEGLI ANIMALI"










Scena tratta dal cartone animato tratto da "La fattoria degli animali" diretto da John Halas e Joy Batcheleor

                                                 

"All'improvviso Jones e i suoi si trovarono incornati e scalciati da tutte le parti: la situazione era completamente fuori controllo. Non avevano mai visto gli animali comportarsi cosi' e di fronte alla repentina sollevazione di creature che erano abituati a battere e a maltrattare a piacimento si spaventarono a morte" - La fattoria degli animali


La fattoria degli animali di George Orwell è un romanzo allegorico pubblicato per la prima volta il 17 agosto del 1945. Il racconto è ambientato in una surreale fattoria dove gli animali sono in grado di parlare e pensare come esseri umani. Attraverso il racconto vengono esaminate le cause e gli eventi che portarono alla rivoluzione russa e in seguito all'ascesa di Stalin e del suo regime dittatoriale, criticato dall'autore, probabilmente anche sulla base delle sue esperienze durante la guerra civile spagnola. Orwell infatti era un sostenitore del comunismo marxista e aveva combattuto in Spagna per il "Partito Operaio di Unificazione Marxista" (d'ispirazione trotzkista), e vedeva in Stalin una sorta di distruttore di tutti gli ideali ai quali anche lui credeva. Il romanzo si basa sulla volontà dei protagonisti, gli animali della fattoria, di abbattere il controllo imposto loro dall'uomo, ovvero il padrone della fattoria, visto da tutti come uno schiavista e sfruttatore di tutti gli animali, in quanto non in grado di procurarsi sostentamento da solo e che, pertanto, andava sconfitto e scacciato ("Four legs good, two legs bad"- capitolo 3, La Fattoria degli Animali) . Obiettivo di tutti era quello di creare una società dove tutti erano uguali e sullo stesso livello. Tuttavia, dopo aver sconfitto il padrone, il progetto fallisce perchè i maiali, sotto la guida del loro leader Napoleone, prendono il controllo della fattoria, annettendo tutti al loro dominio. Le basi iniziali della nuova società si ispiravano molto alle idee di Marx e Lenin, figure che trovano corrispondenza nel personaggio del Vecchio Maggiore, il maiale più vecchio e per questo ritenuto più saggio; nonostante, però, i buoni propositi e ideali, che erano portati avanti anche dal maiale Palla di neve, allegoria di Trozskj, il desiderio di totale dominio e supremazia dell'antagonista prendono la meglio. Il controllo di Napoleone ha tutte le sfaccettature di un vero e proprio regime dittatoriale: propaganda estrema e adorazione del leader, costruzione di una società gerarchica con una divisione delle classi sociali molto severa, la libertà individuale viene del tutto abolita e gli oppositori sono severamente puniti, Palla di Neve viene, ad esempio, bandito e esiliato dalla fattoria in quanto rivale e ostile alle idee totalitariste di Napoleone. Orwell evidenzia qui la sfumatura negativa della degenerazione del controllo che lo stato può effettuare sui cittadini, rendendoli automi non pensanti e dalle idee tutte conformi. Anche in questo regime irrealistico il controllo da parte del "governo dei maiali" viene applicato ad ogni aspetto della vita dei cittadini, in questo caso gli animali della fattoria, vine, ad esempio, modificata anche la storia, secondo quanto conveniva al regime. Altra arma fondamentale di un regime di questo genere è l'educazione impartita ad un popolo per la maggior parte ignorante, che viene cosi' soggiogato completamente, nel libro si ha l'esempio di come Napoleone educhi e addestri i suoi cani. Il tema centrale del controllo e del dominio sulla società è caro ad Orwell che lo riprende anche in "1984", ma, più in generale, a tutto il genere del romanzo distopico a cui, per altro, appartiene anche l'opera qui analizzata.



(Fonti:

Step 24: riassunto