Visualizzazione post con etichetta approfondimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta approfondimento. Mostra tutti i post

mercoledì 27 maggio 2020

Approfondimento 4: Hong-Kong

LA RIVOLUZIONE DI HONG-KONG IMMORTALATA DA THADDE COMAR


Con l'affievolirsi dell'emergenza causata dall'epidemia di Covid-19, a Hong-Kong sono scoppiate nuovamente proteste di piazza contro un'ipotesi, mossa dal governo cinese, di una nuova legge sulla sicurezza, che darebbe più libertà alle autorità di esercitare un maggiore controllo sulla regione semi-autonoma. 
Tali manifestazioni erano un fenomeno che era emerso prima del lockdown causato dalla pandemia.
Nell'autunno del 2019 il fotografo francese Thaddeus Comar ha immortalato con incredibili scatti, il valore simbolico della resistenza.
Dalle sue fotografie, raccolte nel libro "How was your dream?", viene ritratta una città futuristica, come futuristici sono, anche, le stesse insurrezioni, dove i manifestanti si scontrano con droni, laser e maschere antigas fluorescenti.
Qui riporto alcuni scatti che più mi hanno colpita.



















(Fonti
https://www.instagram.com/thddcmr/ --> pagina Instagram del fotografo con numerosi altri scatti )

lunedì 27 aprile 2020

Approfondimento 3

SATURNO CHE DIVORA I SUOI FIGLI

 La follia incontrollata del dio interpretata da Francisco Goya




"Saturno che divora i suoi figli" è una delle pitture nere di Francisco Goya, una collezione di opere realizzate dall'artista sulle pareti della sua casa "La Quinta del Sordo" a Madrid, ed esposto ora al museo del Prado. L'opera mostra la divinità Saturno, per i Greci Crono, che in preda ad un'ira e una pazzia totalmente fuori controllo, divora uno dei suoi figli.
 L'assenza di controllo è dettata anche dalla modo di dipingere di Goya, che supera i canoni classici, dipingendo con la stessa sfrenatezza che contraddistingue il protagonista dell'opera stessa.




(Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Saturno_che_divora_i_suoi_figli


venerdì 24 aprile 2020

Approfondimento 2

LA REPUBBLICA DI PlATONE

Il controllo dei filosofi al potere


"La scuola di Atene" Raffaello Sanzio











La Repubblica (Politeia in greco) è un dialogo filosofico scritto da Platone tra il 390 e il 360 a.C. e divisa in 10 libri. L'obiettivo del filosofo è, in primis, definire il concetto di Giustizia, considerata la virtù per eccellenza, e, successivamente, quello di delineare uno Stato ideale. Il tema del controllo, in questa opera, si articola nell'idea di Platone secondo cui il governo della polis dovrebbe essere affidato ai filosofi stessi. Il filosofo è, infatti, l'unico conoscitore della verità, ovvero del mondo delle idee, l'unico in grado di controllare e governare saggiamente il popolo senza portare ad una degenerazione del potere che detiene, in quanto egli è sincero, temperante e disprezza i beni mondani, sarebbe, peraltro, il solo a svolgere il ruolo di governatore senza pensare al proprio lucro, ma occupandosi solo del bene del suo popolo, cercando di condurlo verso la conoscenza della pura verità e del complesso concetto di Bene, metaforicamente rappresentato con il Sole nel mito della caverna. Sotto il loro controllo nella polis regnerebbe, definitivamente, la giustizia, virtù che, fino ad ora, l'uomo non è mai stato in grado di conoscere a fondo: infatti, come sostiene proprio nella Repubblica stessa, qualsiasi forma di governo umana parte bene per poi finire con la sua degenerazione negativa, poichè l'uomo comune non è in grado di poter controllare correttamente il popolo senza contemplare il suo interesse economico, come solo un sapiente filosofo sarebbe capace.

Approfondimento 1

IL CONTROLLO DELLA NATURA DI D'ANNUNZIO

"LA PIOGGIA NEL PINETO"


"La pioggia nel pineto" è una delle poesie più note di Gabriele D'annunzio, poeta e scrittore, emblema del Decadentismo italiano. L'opera si trova nella raccolta dell' Alcyone, terzo libro delle Laudi, ed è stata pubblicata nel 1902. Si tratta di una lirica celebrativa alla natura, nella quale il poeta descrive il processo di fusione panica suo e della sua amata, Eleonora Duse, chiamata, qui, con lo pseudonimo Ermione, con la natura. Nell'opera, per l'appunto, si instaura un rapporto biunivoco tra il poeta e la sua donna e la natura: infatti, i protagonisti seguono un processo di naturalizzazione, e la natura, a sua volta, assume connotati antropomorfi. L'uomo e il mondo vegetale si controllano, cosi', a vicenda, fondendosi l'uno con l'altra, in un processo delicato ed elegantemente descritto attraverso l'uso di numerose similitudini: la donna, ad esempio, viene rappresentata come se si fosse trasformata in una rigogliosa pianta: il volto come una foglia (vv. 56-58), i capelli che hanno il profumo delle ginestre (vv. 59-61), addirittura il cuore viene paragonato ad una pesca matura (vv. 104-105).
Tema fondamentale della lirica è anche l'amore. Il poeta e Ermione sembrano completamente abbandonati a questo sentimento forte e travolgente, tuttavia, i due non sono completamente soggiogati al controllo di questo sentimento: sono, infatti, entrambi consapevoli che tutto ciò che viene descritto non è nient'altro che "una favola bella", che li ha illusi in passato e continua ad illuderli adesso (vv. 29-32). Questo sentimento, dunque, li controlla e domina, facendoli abbandonare alla sua forza, ma solo apparentemente.
Inoltre la natura, non controlla soltanto l'uomo, ma interviene sulla lirica stessa. D'Annunzio, infatti, plasma le parole definite al verso 5 "nuove", affinchè anche queste entrino in empatia con i suoni, la musicalità, i rumori e l'armonia della natura. Il controllo del poeta non solo sul lessico, ma anche sulla fonetica, sulla ritmicità e sulla retorica è, dunque, attento e scrupoloso e denota, peraltro, l'influenza che ha avuto su di lui il movimento francese del Simbolismo.
E', infine, fondamentale ricordare, che colui che riesce a controllare la natura fondendosi con essa, non è un uomo qualunque, ma il cosiddetto "superuomo". La figura del superuomo nasce dalla filosofia di Nietzsche e assume nella poetica dannunziana valenza profetica. Egli è, infatti, rappresentato dal poeta, come un vate con il compito di prendere il controllo su tutto il paese per riuscire a migliorarlo grazie alle sue capacità superiori ad ogni altro essere vivente. Il superuomo vive una vita originale, fuori dagli schemi (D'Annunzio stesso diceva di voler vivere la sua vita "come un'opera d'arte") e che deve, proprio grazie alla sua forza innata e ai nuovi valori di cui si fa portavoce. Ovviamente il poeta si ritiene un superuomo in grado di poter controllare, soggiogare e poi, elevare, l'Italia stessa dagli abissi in cui si trovava all'epoca, e cerca di fare tutto questo attraverso le parole, vaticinanti e profetiche, contenute nelle sue grandi e numerose opere.


 ( https://www.youtube.com/watch?v=nbhizFMojAU  letture della poesia)




(Fonti:
https://www.libriantichionline.com/divagazioni/gabriele_annunzio_pioggia_pineto_1902
http://culturainformazione.blogspot.com/2013/02/gabriele-dannunzio-il-vate-della-parola.html
https://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/saggi-brevi/superuomo-d-annunzio.html
https://www.skuola.net/appunti-italiano/gabriele-dannunzio/dannunzio-alcune-poesie.html
https://www.fareletteratura.it/2014/02/20/analisi-del-testo-e-parafrasi-la-pioggia-nel-pineto-dannunzio/
https://www.sololibri.net/La-pioggia-nel-pineto-di-D-Annunzio-parafrasi-e-analisi.html
https://gabrieledannunzio.it/il-superuomo-dannunziano/  )

Step 24: riassunto